Un gesto gravissimo che ci offende

Sacrilegio nella Chiesa del Rosario a Selva Nera

Una notizia che addolora tutti i credenti, e non solo. La notte scorsa, Giovedì 7 Gennaio, ignoti hanno violato la Chiesa della Madonna del Rosario a Selva Nera, hanno divelto il tabernacolo portando via alcune ostie consacrate e gettandone a terra altre; è stata trafugata anche la Reliquia di Padre Pio e sono stati danneggiati gli arredi sacri. Un gesto gravissimo, una offesa inaudita e totale alla presenza reale del Signore nel Sacramento dell’Eucaristia e alla fede di tutta la Chiesa.

Appreso l’episodio stamattina dalla viva voce del Parroco, Don Emanuele Giannone, Monsignor Reali ha dichiarato formalmente la scomunica per gli autori del gravissimo gesto e per gli eventuali mandanti. Il Vescovo ha disposto anche di riparare all’offesa recata al Signore con la celebrazione di una Santa Messa alla quale dovrà seguire un momento di prolungata adorazione eucaristica.

La Santa Messa di riparazione sarà celebrata Lunedì 11 Gennaio, alle ore 16.30, presso la Chiesa Madonna del Rosario (Largo Ines Bedeschi, Selva Nera); seguirà l’Adorazione Eucaristica fino alle ore 20.00.

Nasce spontaneamente in tutti l’esigenza di pregare perché non abbiano mai più a ripetersi fatti simili che definire “gravi” è poco, per l’offesa che recano a Gesù Sacramentato e per il profondo dolore che causano nel cuore di ogni credente.

d. Roberto Leoni

Tabernacolo danneggiato

Reliquia di Padre Pio

Decreto Vescovile

TGR Lazio 9 gennaio 2016 ore 19

Foto della celebrazione della messa di riparazione

Alcuni articoli apparsi sulla stampa


Di Sandro

3 pensiero su “Un gesto gravissimo che ci offende”
  1. Apprendo della notizia con stupore al quale si aggiunge l’ansia per la gravità dell’evento in un contesto temporale in cui la convivenza e l’aggregazione multietnica/multiculturale è sempre più difficile. Al dispiacere per l’offesa arrecata al nostro Signore si aggiunge un senso di preoccupazione perchè non riesco a trovare nessun motivo plausabile che possa giustificare un atto provocatorio di tale portata. Mi unisco a tutti i parrocchiani nella preghiera con la speranza che tali atti vandalici non si verifichino più.

  2. In Roma a Selva Nera
    La notte del 7 gennaio hanno profanato la Chiesa del Santo Rosario
    Non è la prima volta, sembra quasi che hanno preso di mira questo quartiere.

    Forse non tutti sanno che:
    Che io ricordi, non è la prima volta che succede.
    Già negli anni settanta ci fu il primo attentato, un malato mentale, nottetempo, cosparse di liquido infiammabile l’altare e mandò a fuoco paramenti e suppellettili della Chiesa. Allora la Chiesa era una umile Cappellina ricavata in una ex stalla arredata opportunamente in modo al quanto dignitoso per accogliere i fedeli del nuovo quartiere in crescita. Il buon e bravo don Antonio Branda, rendeva piacevole questo luogo, tanto che, durante la Santa Messa lo faceva apparire come il più bello e il più accogliente del mondo. Non so se per convenienza o che, la notizia non fu diffusa in modo eclatante, si cercò di mettere subito tutto a tacere. La famiglia di questo povero insano, si accollò tutte le spese e fece ripristinare il tutto anche meglio di prima. Questo tuttavia, non vuole significare che le offese si riparano con il danaro, l’oltraggio rimane e va risanato seriamente con le regole vigenti, con la preghiera che sgorga dal cuore e con la fede sincera.
    L’anno scorso, mano ignota, nella notte di capodanno, posizionò un grasso petardo sulla porta d’ingrasso peraltro blindata, la fece saltare e la ridusse in pezzi. Più che petardo, secondo me, credo si trattasse di una vera e propria bomba e anche abbastanza potente, poiché, oltre a far saltare la porta, causò molti altri danni: marmi e vetri blindati in frantumi. I pezzi della deflagrazione invasero tutta la Chiesa. La scoperta raccapricciante, la fece il mattino dopo la persona che si occupa dell’apertura quotidiana della Chiesa. Lo scempio era tale che gli sembrò di trovarsi di fronte a un vero e proprio campo di battaglia. Il tutto è rimasto ancora impunito.
    Questa volta l’amarezza per i credenti è più difficile da smaltire, con questo gesto inumano e sacrilego, è stato superato ogni limite, il quartiere è sotto choc: oltre ai danni materiali, hanno rubato quindici ostie consacrate che è la cosa più preziosa, la reliquia di San Pio e qualche moneta nel candelabro.
    Se l’autore dell’inconsulto gesto è un malato, come credo che sia, ha bisogno di molte cure e tante preghiere da parte di tutta la nostra comunità affinché Dio lo guarisca.
    Diventa molto più grave se si tratta di un miscredente o di persona di credenza diversa, egli non ha rispetto per il prossimo, crede di affrontare Dio! Secondo me, è ancora più malato! Poveraccio! Gli occorre una terapia più accurata.
    I Carabinieri della Stazione Casalotti stanno indagando sul caso in ogni direzione, speriamo che acciuffino l’autore del misfatto, questo mitomane squilibrato e lo assicurano alle cure del caso.
    Roma, 10/01/2016
    Rocco Freda

  3. carissimo sandro
    ho letto con rammarico la notizia di quanto avvenuto alla chiesa de Rosario, certamente è un gesto che non si può commentare, oltre alla scomunica giusta sa parte del vescovo verso gli ignoti autori(non trovo la parola per qualificarli) spero solo che sia un gesto solo per a fine di furto e non di marca religiosa e che questi si pentano che si qualifichino e abbiano la loro giusta punizione.
    Auguriamoci che nostro signore ci protegga da certi individui non qualificabili
    a presto giovanni

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