Santuario della Santissima Annunziata

Fondato nel 1320, la sua realizzazione ha inizio il 2 maggio 1321, ed è stato consacrato nel 1352 come chiesa dello Stabilimento della S.S. Annunziata, destinato ad assistere i poveri, gli ammalati e i bambini abbandonati, affidati alle cure delle suore attraverso una ruota girevole.
L’ultimo restauro, pur mantenendo intatta la sua struttura gotica, è stato compiuto da Dionisio Lazzari nel1624 in stile barocco.
La facciata, opera di Andrea Lazzari, è sormontata dal campaniletto a vela con orologio in maioliche. L’interno a navata unica è dominato dalla tinta celeste delle pareti. Nell’abside rettangolare si trovano il magnifico polittico fondale di Andrea Sabatini da Salerno, le tele di Sebastiano Conca, il coro ligneo di Colangelo Vinaccia da Massa e l’altar maggiore in marmi policromi eseguito da Dionisio Lazzari.
Conserva decine di codici molto preziosi di musica sacra scritti a mano dai monaci amanuensi.
Dal’abside si raggiunge la Cappella dell’Immacolata Concezione o “Grotta d’Oro”, detta così perché ha ha la volta a botte costituita da cassettoni di legno intagliati e dorati, che ha alle pareti 19 tele raffiguranti scene della vita di Gesù e della Madonna, opere di Criscuolo, lo stesso che ha fatto i santi del polittico fondale insieme a Scipione Pulzone che si è occupato dell’Immacolata, che si trova al centro di esso.
Dal 25 marzo 2009 è stato elevato a Santuario della Santissima Annunziata ed è gemellato con il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, perché il Dogma cattolico dell’ Immacolata Concezione, proclamato da papa Pio XIX l’ 8 settembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, era stato meditato dal papa nella sua permanenza forzata in Gaeta durante le ore passate in meditazione a pregare davanti al quadro della Madonna presente all’interno della cappella “Grotta d’Oro” del Santuario della SS. Annunziata, per questo motivo conosciuta pure col nome di “Cappella dell’Immacolata”.

Anche papa Giovanni Paolo II nel 1986 in visita alla città di Gaeta volle pregare nella Grotta d’Oro.

Ad oggi, insieme alla Chiesa di Santa Maria della Sorresca, rientra nei beni dell’IPAB “Stabilimento della SS. Annunziata ed annessi”.
All’interno dell’IPAB è ospitato l’archivio storico che conserva importanti documenti storici che fotografano l’attività assistenziale svolta dalla SS. Annunziata nei 700 anni della sua esistenza, come pure importanti documenti diplomatici, atti amministrativi e testamenti, tra cui gli Statuta Privilegia et Consuetudinis Civitatis Caietae (XVI sec.).

Santuario della SS. Trinità (detto anche “Santuario della Montagna Spaccata”)

Fu edificato nell’XI secolo, sorge su una fenditura nella roccia che giunge fin nella Grotta del Turco, creatasi, secondo la leggenda, al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Lungo la scalinata che porta nelle viscere della montagna, lungo la stretta spaccatura di roccia, è possibile notare sulla parete di destra un distico latino con a fianco la cosiddetta “Mano del Turco”, la forma di una mano (le cinque dita nella roccia) che, secondo la leggenda, si sarebbe formata nel momento in cui un “miscredente” marinaio turco, che non credeva, cioè, alla storia che gli era stata raccontata sulla causa della spaccatura nella roccia, si era appoggiato alla roccia che miracolosamente divenne morbida sotto la sua pressione formando l’impronta della mano.

In questo Santuario vi pregarono numerosi pontefici, tra cui Pio IX, sovrani, vescovi e santi, tra cui Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola, Leonardo da Porto Maurizio, San Paolo della Croce, Gaspare del Bufalo e San Filippo Neri. La leggenda vuole che San Filippo Neri avesse vissuto all’interno della Montagna Spaccata dove esiste un giaciglio in pietra nota ancora oggi come “Il letto di San Filippo Neri”.

Il santuario è sede dei missionari del P.I.M.E. Nel 1434 dall’alto dei due costoni di roccia che hanno dato origine al nome (di montagna spaccata) si staccò un macigno che andò ad incastrarsi più in basso tra le pareti della fenditura. Su di esso venne realizzata una piccola cappella dedicata al Crocifisso (sec. XIV), dall’interno della quale si può ammirare lo strapiombo su cui è situata.

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Di Sandro

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