Il 22 giugno è stato intitolato a Mons. Antonino Spina, il nuovo asilo nido sito in via dei Santi Audiface e Abacuc, alle spalle della nostra Parrocchia della Natività di Maria SS. Erano presenti il nostro Vescovo, Mons. Gino Reali, il Sindaco di Roma Capitale, On. Gianni Alemanno, il Presidente del XIX Municipio Alfredo Milioni, e i Consiglieri Municipali Marotta G., Molinari F., Urbano S., il Parroco Don Gianni Garzia e la Madre Superiora delle Suore Caldee del Villaggio San Giuseppe, Sr. Luigina,  e le rappresentanti delle case religiose presenti nel quartiere. Hanno inoltre partecipato l’Assessore alla scuola On. Gianluigi De Palo, l’Assessore ai lavori pubblici, On. Fabrizio Ghera ed il Presidente della Commissione Scuola, On. Antonio Gazzellone.

Il nostro Sindaco, giunto alle 9.30, ha provveduto ad inaugurare ufficialmente la struttura tagliando il nastro sostenuto da due piccoli ospiti dell’asilo. Il Vescovo dopo la benedizione, ha definito l’impianto come “un Istituto di educazione che offre aiuto alla crescita dell’uomo, aiuto alla mente umana, alla crescita della coscienza, per arrivare alla Verità ed all’incontro adorante con Dio, Principio e Termine di tutte le cose”.

Subito dopo , si è svolta una breve visita all’istituto, accolti e guidati dai bambini ospiti della struttura e dalle loro educatrici.

Suor Luigina ha successivamente scoperto il quadro raffigurante Mons. Antonino Spina, e il Vescovo ha espresso la soddisfazione della Chiesa diocesana per l’intitolazione dell’asilo a questa grande figura della nostra zona, che ha sempre cercato di aiutare gli altri.

Il Presidente del XIX Municipio, Alfredo Milioni, ha espresso la gioia per la realizzazione di questa struttura nel nostro quartiere, come principio di un nuovo rilancio.

Sotto il porticato, l’Assessore On. De Palo ha valorizzato l’asilo come “un servizio per i cittadini, per le famiglie e per il futuro del paese”, mentre l’On. Ghera ha tenuto a precisare che il municipio ha deciso di investire nei lavori fondamentali per il nostro quartiere, come l’illuminazione pubblica. Ha garantito che non verranno costruite nuove case (nemmeno nell’area ex Alitalia), finché non saranno adeguate le strade.

Il Sindaco, On. Gianni Alemanno, è intervenuto, riferendo una frase di Mons. Antonino Spina: “Preferisco farmi imbrogliare da qualcuno, anziché mandare via senza aiuto un povero che ne abbia veramente bisogno”. Secondo il Sindaco,” dimostra l’atteggiamento di carità e solidarietà che animava quest’uomo che, oggi, è il protettore dell’asilo nido”. Ha dichiarato, inoltre, di essere impegnato col massimo sforzo per dare un’anima e dei servizi alle nostre periferie, affinché non siano dormitori, ma quartieri completi di ogni necessità: strade, illuminazione pubblica, asili, scuole. Si tratta di uno sforzo immenso, vista anche la situazione di crisi che stiamo attraversando.

Infine, Sr. Luigina, estremamente felice ed emozionata, ha letto, talvolta con la voce rotta dall’emozione, la lettera del Card. Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Il Cardinale era stato invitato in quanto Mons. Spina ha prestato, per oltre trent’anni, il suo prezioso servizio nel suo Dicastero, ma non potendo essere presente, ha inviato un proprio messaggio. Sr. Luigina ha inoltre continuato il proprio ringraziamento con commozione e riconoscenza, all’On. Alemanno, al Vescovo, agli Assessori presenti, al Presidente del XIX Municipio ed ai suoi Consiglieri. Per Sr. Luigina si realizza così il “sogno di scrivere la prima pagina della storia della nostra zona per far conoscere, alle nuove generazioni, chi siano stati i pionieri di questo bel quartiere e quale bella eredità di insegnamento ci hanno lasciato. Il primo di questi fu Mons. Antonino Spina, fondatore del  Villaggio San Giuseppe che fu, dal 1956 il cuore della zona. La scuola, il servizio religioso offerto agli abitanti, le strade, il bus, il telefono pubblico nel cortile dell’istituto, richiesti alle autorità per il bene della popolazione, e negli anni ’80 anche lo studio medico; tutto ciò fu fatto con spirito di generosità e di servizio”. Conclusa l’intitolazione, la società Esperia, gestore dell’asilo nido, ha offerto una prima colazione ai numerosi presenti.

Cristina Curreli

IL PRIMO SACERDOTE A SELVA CANDIDA:
Mons. ANTONINO SALVATORE SPINA
(n. 2/5/1901 – m. 23/2/1975)
di Suor Luigina Sako *

Fu il primo sacerdote pioniere di Selva Candida. Nato a Belpasso (Catania) il 2 maggio 1901, in una famiglia molto religiosa. Erano dieci figli di cui tre sacerdoti. Ha avuto due zii paterni anch’essi sacerdoti e due zii materni vescovi, che erano stati definiti da Leone XII e Pio X “decoro dell’episcopato siculo”. Fece i suoi studi ginnasiali presso l’Istituto Salesiano di Pedara – Catania e dopo la licenza ginnasiale presso le scuole statali, passò al Seminario Arcivescovile di Catania per il liceo e la teologia. Dal 1920 al 1922 fece il servizio militare congedandosi col grado di Caporal Maggiore. Durante il servizio militare guadagnò il sacerdozio un suo compagno d’armi, il quale sentì la vocazione frequentando il Caporal Maggiore Spina.

Ordinato sacerdote a Catania il 26 ottobre 1925, dal 1 novembre 1925 fino al 31 luglio 1929 fu vicario curato di S. Antonio Abate in Belpasso (CT) e Parroco del SS.mo Crocefisso nel Comune di S. Maria Licodia (CT) dal 1° agosto al 31 luglio 1933. In queste due parrocchie fondò tutti i rami dell’Azione Cattolica e una schola cantorum, restaurò le due chiese e favorì numerose vocazioni sacerdotali e religiose. Fu questo un momento assai fecondo della sua vita sacerdotale, reso prezioso e nobile, non solo per le realizzazioni caritative a favore dell’infanzia bisognosa, ma soprattutto, per la preziosa “eredità” che egli lasciò alla Chiesa: dieci sacerdoti, che alla sua premurosa attenzione e al suo esempio devono i primi timidi passi sulla via della loro consacrazione sacerdotale. Conseguì la laurea in teologia il 13 luglio 1931, la licenza in diritto canonico il 15 luglio 1938 ed il diploma in Diplomazia ecclesiastica il 16 luglio 1933.

Servì la Chiesa all’estero: Segretario della Delegazione Apostolica in Iran dal 1/8/1933 al 27/9/1936; Segretario della Delegazione Apostolica in Turchia e Grecia dal 1/6 al 31/12/1937 quando era delegato Apostolico l’allora Ecc.mo Mons. Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Fu primo segretario in Addis Abeba dal 31/12/1937 al 1/5/1938; segretario della Delegazione Apostolica in Bulgaria dal 1/5/1938 al 30/6/1939. Ufficiale della Congregazione per le Chiese Orientali dal 1/7/1939 fino al 1974, fu Prelato di Sua Santità Conte Romano, canonico della Cattedrale di Porto – Santa Rufina il 20 dicembre 1961. Le onorificenze civili a lui riconosciute furono quelle di Commendatore dell’Ordine Civile di Bulgaria (24 maggio 1939) e quella di Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia (1 settembre 1938).

Seguendo gli insegnamenti della sua piissima mamma, che aveva nel 1948 fondato tre Istituti in Provincia di Catania a favore della gioventù bisognosa, fondò il Villaggio San Giuseppe nel 1956 con una scuola elementare ed il Collegio in favore dei bambini bisognosi. Nella lettera di approvazione del Vescovo del 27/8/1956, il Card. Tisserant diceva: “Sono ben lieto di esprimerle la mia approvazione per la progettata fondazione in questa mia Diocesi … particolarmente felice è stata la scelta della località.… la quale, potrà giovarsi della futura cappella e dell’assistenza spirituale… “. Infatti il 16/9/1961 fu ufficialmente ammesso al servizio della Diocesi in qualità di Rettore della Cappella dell’Istituto.

Egli fin dal sorgere dell’Istituto ebbe grande zelo apostolico nell’assistere spiritualmente gli abitanti del quartiere, nella celebrazione eucaristica e nell’amministrazione dei sacramenti. Infatti Mons. Spina in una lettera del 12/11/1965 (a proposito dell’Istituzione della parrocchia) ribadisce a Sua Ecc. Andrea Pancrazio: “Questo Villaggio fin dalla sua fondazione, ha cercato di portare il suo modesto contributo di assistenza religiosa agli abitanti di questa località, che ad onore del vero si è sviluppata, a giudizio di chi conosce bene la zona, principalmente grazie all’opera di questo Villaggio ed all’azione pastorale, che esso modestamente vi svolge da 12 anni…”.

In una zona priva di strada, mezzi di trasporto e di comunicazione, ad opera sua fu asfaltata la Via Selva Candida; ottenne dall’Atac quattro corse di autobus n. 146 con deviazione fino al Villaggio San Giuseppe. Così pure un telefono pubblico nell’Istituto che era al servizio della zona. Mons. Spina ebbe un grande amore verso i piccoli, i bisognosi. Uomo di grande carità, cercava di far stare bene i bambini, mentre lui conduceva una vita semplice ed umile. All’inizio dell’anno scolastico attendeva i bambini all’ingresso dell’Istituto per salutarli e augurar loro un buon anno scolastico, intrattenendosi con loro come un padre affettuoso (lo possono ben confermare gli ex alunni che lo hanno conosciuto). Amava salutare con le parole del poverello d’Assisi “Pace e Bene”. Questo era il saluto usato da tutti nel suo Villaggio, perché diceva: “…In questo Istituto deve regnare la pace: pace con Dio e con il prossimo”. Infatti era un uomo di grande capacità d’ascolto e di una disponibilità di cuore per fare il bene a tutti. Amava animare sempre il canto durante le celebrazioni liturgiche accompagnandolo con il suono dell’organo e questo fino alla sua morte avvenuta il 23 febbraio 1975.

La qualità più bella, con la quale ricordo sempre Mons. Spina à la bontà. Questa bontà gli fu trasmessa dalla sua mamma. Di lei il giorno della morte scrisse l’Osservatore Romano (21-22/11/1949): “Educò i figli indicando loro la via del bene, della carità con l’esempio delle sue azioni sempre improntate al più schietto altruismo. Gli Istituti da lei fondati è una delle sue tante manifestazioni di chiara bontà”. Mons. Andrea Pangrazio nell’omelia della messa dei funerali di Mons. Spina disse: “Del passaggio di Mons. Spina rimarrà tra noi un ricordo vivo e grato, affidato alle qualità squisite del suo tatto, alla sapienza del suo consigliere, soprattutto al segno lasciato nella sua Opera, il Villaggio San Giuseppe, che volle aperto e disponibile alle esigenze spirituali dei fedeli della zona di Selva Candida”. Fu questo suo ‘criterio’, che consentendo l’uso della Chiesa del Villaggio come centro di culto, rese possibile l’istituzione della nuova parrocchia della Natività di Maria SSantissima. Noi siamo certi che questa sua eredità è segno di riconoscenza che la Chiesa di Porto e Santa Rufina gli offre con la presenza del suo Vescovo e del suo Presbiterio per implorargli il riposo eterno dei giusti”.
* superiora delle Suore Caldee dell’Immacolata Concezione

Di Sandro

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